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I cinque modelli di
onda nel trend impulsivo
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I tre modelli di
onda nel trend correttivo
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L’onda numero 1 è raramente individuabile al suo inizio. Essa,
infatti quando si presenta per dar luogo ad un mercato toro, le notizie
fondamentali sono quasi totalmente negative (secondo la teoria di Dow ci
troveremmo nella fase di accumulazione), mentre la tendenza è considerata
sempre fortemente negativa. Le stime sui guadagni societari sono riviste
sempre verso il basso, mentre l’economia non ha un aspetto forte. Il
sentiment è quindi fortemente ribassista. I volumi tuttavia potrebbero
aumentare nella prima onda, rispetto alla media, ma non da allertare molti
analisti.
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Onda A di correzione. In genere le fasi correttive di trend sono
più difficili da individuare rispetto ai movimento impulsivi. In questa fase
le notizie sono ancora ampiamente positive. La maggior parte degli
investitori vedono l’onda A come una fase di storno tecnico in un mercato
ancora toro. Tuttavia esistono segnali che possono individuare questa fase. I
volumi che accompagnano l’onda A sono generalmente in aumento, insieme alla
volatilità implicita.
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L’onda numero 2 è rappresentata da una contrazione della 1.
Poichè il sentiment è ancora pessimo questa onda si sviluppa verso il basso
molto rapidamente, mentre la maggioranza degli investitori ricorda
rapidamente tutto ciò che caratterizzava il mercato orso. Tuttavia in questa
onda alcuni segnali positivi sono già presenti. I volumi innanzitutto
dovrebbero essere inferiori all’onda 1, mentre i prezzi non dovrebbero
scendere oltre il 61,8% dell’ampiezza della medesima.
Regola: questa onda non può essere superiore al 100% dell’onda 1.
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L’onda B è rappresentata da un’inversione dopo il primo movimento
correttivo, che molti investitori vedono come la ripresa del mercato
rialzista, ormai da tempo scomparso. Coloro che hanno familiarità con i
grafici possono vedere in questa fase la formazione di una spalla destra di
un testa e spalle di inversione ribassista. In ogni caso altri segnali si
possono avere attraverso i volumi i quali generalmente risultano minori
dell’onda A. La situazione fondamentale anche se non negativa, in questa fase
non presenta segnali di miglioramento.
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L’onda numero 3 è di solito l’onda più grande e potente in un
trend (anche se alcune ricerche suggeriscono che nelle commodieties il
movimento più ampio è nella quinta). In questa fase di mercato le notizie
fondamentali iniziano ad essere positive e gli analisti alzano le stime. La
salita dei prezzi è molto più veloce, mentre le correzioni sono di breve
durata e gli eccessi sugli indicatori tardano a rientrare. All’inizio di
questa onda le notizie sono ancora negative e probabilmente gli investitori
sono ancora al ribasso, ma con il passare del tempo gli stessi aderiscono al
nuovo trend. L’onda 3 si estende spesso con un’ampiezza pari ad un rapporto
di 1,618 dell’onda 1.
Regola: l’ampiezza di questa onda non può essere di ampiezza
inferiore all’onda 1 e 5.
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L’onda C è la fase in cui i prezzi si muovono decisamente verso
il basso. Quasi tutti si rendono conto che siamo in presenza di un mercato
orso, mentre i fondamentali peggiorano. L’ampiezza dell’onda C è generalmente
della stessa ampiezza dell’onda A o superiore.
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L’onda numero 4 costituisce la seconda contrazione del movimento
impulsivo. I prezzi in questo caso possono oscillare anche lateralmente e il
percorso contrario al movimento primario, in genere, non supera mai il 38,2%
dell’onda 3. L’onda 4 rappresenta un’ottima opportunità per entrare nel
movimento impulsivo principale. Generalmente nell’onda 4 i movimenti sono
spesso frustranti a causa della scarsa direzionalità, rispetto alle
precedenti onde.
Regola: questa onda non può raggiungere il punto di partenza di
onda 1. Essa potrebbe essere più ampia, se l’onda 2 sarà di bassa entità.
Generalmente le onde 2 e 4 si alternano nella loro ampiezza.
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L’onda numero 5 è il
tratto finale in direzione del trend dominante. Le notizie sono quasi
totalmente positive, mentre le posizioni long prevalgono decisamente. Il
volume in questa onda è spesso inferiore alla numero 3, mentre gli indicatori
di momentum iniziano a mostrare divergenze (a nuovi massimi di prezzo non
corrispondono nuovi massimi sugli indicatori). In questa fase il sentiment è
talmente positivo che eventuali posizioni contrarie possono sembrare
azzardate e ridicole. Per questo la teoria di Dow insegna. Il trend primario
rimane fino a quando questo non si esaurisce.
Regola: quando l’impulso dell’onda 3 è decisamente ampio, l’onda
5 avrà un’estensione simile all’onda 1
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Il blog ha come obiettivo quello di farvi diventare investitori capaci e consapevoli, anche se siete alle prime armi, attraverso la comprensione dell'analisi tecnica e quantitativa.
domenica 7 ottobre 2018
CAPITOLO IV (Parte 1) - I numeri Fibonacci applicati alla teoria di Elliott
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