domenica 7 ottobre 2018

CAPITOLO IV (Parte 1) - I numeri Fibonacci applicati alla teoria di Elliott


I cinque modelli di onda nel trend impulsivo



I tre modelli di onda nel trend correttivo
L’onda numero 1 è raramente individuabile al suo inizio. Essa, infatti quando si presenta per dar luogo ad un mercato toro, le notizie fondamentali sono quasi totalmente negative (secondo la teoria di Dow ci troveremmo nella fase di accumulazione), mentre la tendenza è considerata sempre fortemente negativa. Le stime sui guadagni societari sono riviste sempre verso il basso, mentre l’economia non ha un aspetto forte. Il sentiment è quindi fortemente ribassista. I volumi tuttavia potrebbero aumentare nella prima onda, rispetto alla media, ma non da allertare molti analisti.
Onda A di correzione. In genere le fasi correttive di trend sono più difficili da individuare rispetto ai movimento impulsivi. In questa fase le notizie sono ancora ampiamente positive. La maggior parte degli investitori vedono l’onda A come una fase di storno tecnico in un mercato ancora toro. Tuttavia esistono segnali che possono individuare questa fase. I volumi che accompagnano l’onda A sono generalmente in aumento, insieme alla volatilità implicita.
L’onda numero 2 è rappresentata da una contrazione della 1. Poichè il sentiment è ancora pessimo questa onda si sviluppa verso il basso molto rapidamente, mentre la maggioranza degli investitori ricorda rapidamente tutto ciò che caratterizzava il mercato orso. Tuttavia in questa onda alcuni segnali positivi sono già presenti. I volumi innanzitutto dovrebbero essere inferiori all’onda 1, mentre i prezzi non dovrebbero scendere oltre il 61,8% dell’ampiezza della medesima.
Regola: questa onda non può essere superiore al 100% dell’onda 1.
L’onda B è rappresentata da un’inversione dopo il primo movimento correttivo, che molti investitori vedono come la ripresa del mercato rialzista, ormai da tempo scomparso. Coloro che hanno familiarità con i grafici possono vedere in questa fase la formazione di una spalla destra di un testa e spalle di inversione ribassista. In ogni caso altri segnali si possono avere attraverso i volumi i quali generalmente risultano minori dell’onda A. La situazione fondamentale anche se non negativa, in questa fase non presenta segnali di miglioramento.
L’onda numero 3 è di solito l’onda più grande e potente in un trend (anche se alcune ricerche suggeriscono che nelle commodieties il movimento più ampio è nella quinta). In questa fase di mercato le notizie fondamentali iniziano ad essere positive e gli analisti alzano le stime. La salita dei prezzi è molto più veloce, mentre le correzioni sono di breve durata e gli eccessi sugli indicatori tardano a rientrare. All’inizio di questa onda le notizie sono ancora negative e probabilmente gli investitori sono ancora al ribasso, ma con il passare del tempo gli stessi aderiscono al nuovo trend. L’onda 3 si estende spesso con un’ampiezza pari ad un rapporto di 1,618 dell’onda 1.
Regola: l’ampiezza di questa onda non può essere di ampiezza inferiore all’onda 1 e 5.

L’onda C è la fase in cui i prezzi si muovono decisamente verso il basso. Quasi tutti si rendono conto che siamo in presenza di un mercato orso, mentre i fondamentali peggiorano. L’ampiezza dell’onda C è generalmente della stessa ampiezza dell’onda A o superiore.
L’onda numero 4 costituisce la seconda contrazione del movimento impulsivo. I prezzi in questo caso possono oscillare anche lateralmente e il percorso contrario al movimento primario, in genere, non supera mai il 38,2% dell’onda 3. L’onda 4 rappresenta un’ottima opportunità per entrare nel movimento impulsivo principale. Generalmente nell’onda 4 i movimenti sono spesso frustranti a causa della scarsa direzionalità, rispetto alle precedenti onde.
Regola: questa onda non può raggiungere il punto di partenza di onda 1. Essa potrebbe essere più ampia, se l’onda 2 sarà di bassa entità. Generalmente le onde 2 e 4 si alternano nella loro ampiezza.

L’onda numero 5 è il tratto finale in direzione del trend dominante. Le notizie sono quasi totalmente positive, mentre le posizioni long prevalgono decisamente. Il volume in questa onda è spesso inferiore alla numero 3, mentre gli indicatori di momentum iniziano a mostrare divergenze (a nuovi massimi di prezzo non corrispondono nuovi massimi sugli indicatori). In questa fase il sentiment è talmente positivo che eventuali posizioni contrarie possono sembrare azzardate e ridicole. Per questo la teoria di Dow insegna. Il trend primario rimane fino a quando questo non si esaurisce.
Regola: quando l’impulso dell’onda 3 è decisamente ampio, l’onda 5 avrà un’estensione simile all’onda 1



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