venerdì 14 settembre 2018

CAPITOLO II - Storia dell’analisi tecnica e teoria di Dow (PARTE 2)


5)      La conferma dei volumi. Dow ritiene che i volumi devono confermare la tendenza dei prezzi. Un trend supportato da volumi elevati rende il mercato “vero” e il trend degno della massima considerazione. In sostanza, più i volumi sono elevati all’interno di un trend, più questo è attendibile.

Ovviamente non è che i volumi devono essere sempre elevati all’interno di un trend o ancor più in crescita. Esistono tuttavia delle fasi nelle quali il trend prende consistenza. Ebbene , in queste fasi il movimento del trend dovrebbe essere supportato da volumi elevati. Questo servirà oltretutto a stabilire successivamente alcuni punti chiave del mercato.
Nella pratica, l’andamento di un titolo o di un indice è supportato da un grafico a barre sottostante, con il quale si rappresentano i volumi scambiati. Il grafico qui sotto esprime ancor meglio il significato di questo principio fondamentale.
Come potete vedere le fasi di conferma del trend primario sono perfettamente confermate da un’esplosione dei volumi. Ciò significa che il trend è solido e che in futuro le basi delineate rappresenteranno livelli importanti da rispettare, onde evitare l’esaurimento della tendenza primaria stessa.
Beh! Direi che forse, l’analisi tecnica è qualcosa di più rispetto alle mie sensazioni, le quali possono dipendere da mille fattori, compreso anche da quanto traffico troverò arrivando in ufficio. Non credete?



6)      L’esistenza della tendenza permane fino a quando non avremo i segnali necessari che confermeranno l’esaurimento della stessa. Dow sostiene l’esistenza della tendenza a prescindere dai rumori di mercato. Questo infatti potrebbero spostarsi nella direzione opposta al trend per poi riprendere prontamente il cammino precedente.  Tale movimento infatti potrebbe essere addirittura quello che in gergo chiamiamo pulizia di mercato. Determinare un’inversione di tendenza spesso non è cosa facile. Molti teorici di Dow sono spesso in disaccordo fra loro, al fine di individuare un’inversione di tendenza. Esistono comunque molti mezzi per leggere al meglio la fase di inversione.

Molti sostengono che il compito più difficile per un investitore non sia quando entrare, bensì quando uscire o viceversa. Verissimo.
Questo principio della teoria di Dow, anche se può sembrare banale, a mio parere racchiude l’essenza comportamentale che ciascun investitore dovrebbe seguire. Spesso mi è capitato di vedere, addirittura, persone che dopo essere usciti da un trend rialzista primario, in ottimo guadagno, hanno finito per rimangiarsi tutto e oltre, insistendo dopo l’esaurimento del trend stesso, arrampicandosi alle notizie positive che la dinamica dei prezzi aveva già scontato in precedenza. Come abbiamo visto, molti teorici di Dow sono in disaccordo fra loro, nell’individuare la fine di un trend. I mezzi, tuttavia per stabilire la fine di una tendenza sono pressoché i medesimi che servono per individuarlo, come potete vedere nel grafico qui riportato. Anche in questo caso le medie possono essere un buon elemento per dosare il rischio e trovarsi preparati difronte al punto di svolta. 


Gli studi di Charles Dow furono in seguito approfonditi e perfezionati da William Hamilton e Robert Rhea, ma credo che tutt’oggi siano in continua evoluzione, visto che comunque stiamo parlando sempre di analisi quantitativa.

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