lunedì 3 settembre 2018

CAPITOLO I


Dalla carta millimetrata ai programmi online in realtime


La prima volta che sono entrato in contatto con l’analisi tecnica, credo sia stata alla scuola media inferiore, anche se non ne ero consapevole.



Ricordate anche voi qualcosa di simile? La famosa asse cartesiana nella quale veniva indicato il risultato della X e della Y derivante dall’espressioni matematiche, che così tanto ci dannavano l’esistenza.

Con il passare degli anni, sempre inconsapevolmente, ritrovai questa benedetta materia alle scuole superiori:

In questo caso veniva semplicemente calcolato il punto di equilibrio (prezzo) derivante dall’incrocio tra domanda e offerta.


Questo per dire che il riportare determinati risultati sull’asse cartesiana è sempre stato nell’era moderna uno dei metodi più utilizzati dall’uomo, al fine di rendere maggiormente comprensibile il comportamento delle variabili in esame.

Ma il mio primo vero contatto consapevole con l’analisi tecnica fu nel 1988, ossia pochi mesi dopo che iniziai a lavorare presso una società di investimenti, anche se a quei tempi le Sim non erano ancora contemplate.

Dopo aver visto per qualche mese la telescrivente che sputava fuori i prezzi di chiusura di Fiat, Generali e Montedison, derivanti dall’incrocio tra compratori e venditori presenti nelle “corbeilles”, con tanto di crollo del 19 ottobre 1987 a Wall Street, decisi di adentrarmi nella lettura dei grafici, ben supportato dal mio datore di lavoro, un vero maestro, in materia di tecniche di analisi, visto che dalla Germania era in contatto con i più seguiti analisti dell’epoca.

A quei tempi, in Italia, la materia in questione era praticamente sconosciuta alla maggioranza degli addetti ai lavori, mentre quei pochi che vi si applicavano non potevano certo fare affidamento su quello che oggi è a nostra disposizione.


L’unico strumento che avevo a disposizione era quello di un quadernino, nel quale trascrivevo le chiusure del famoso indice Comit, calcolando giornalmente un numeratore, attraverso il quale estrapolavo le medie mobili che mi interessavano.

Di seguito i risultati del mio quadernino e l’indice stesso li riportavo su carta millimetrata.

Un bel lavoro non credete? Un vero e proprio rompicapo, se tutto ciò non fosse stato alimentato dalla passione e dalla voglia di riscontrare sul campo le teorie dei principali maestri dell’analisi tecnica.

Del resto i primi programmi computerizzati di analisi tecnica sbarcarono tra il 1989 e il 1990, quando l’informatizzazione iniziò a prendere il sopravvento su tutto il resto, cosicché il mio grafico del Comit su carta millimetrata rimase un quadro di arredamento, che tutt’oggi rimpiango di non aver conservato.

Alla carta millimetrata sono molto riconoscente.

Forse la mia comprensione e sicuramente anche l’approccio, sarebbero stati ben diversi se in quel momento avessi potuto disporre delle tecnologie avanzate che troviamo oggi. La mia dedizione, forse, più che nella comprensione del significato dell’analisi tecnica si sarebbe accentrata nella ricerca di un sistema vincente o isola felice, con il risultato inevitabile di abbandonare la materia stessa, visto che questo è il destino riservato a coloro che hanno una sbagliata visione dei metodi quantitativi.


Tuttavia, una delle virtù che l’uomo deve avere è la capacità nel sapersi adeguare ai cambiamenti delle situazioni. E per chi studia analisi tecnica, questo è l’elemento principale.

Il mio primo programma di analisi tecnica che utilizzai fu rigorosamente tedesco, vista la provenienza del mio datore di lavoro.
Il programma lavorava in Dos tanto per darvi un’idea dei tempi, mentre il nome a dire il vero non me lo ricordo più, ma il lettore sicuramente me lo perdonerà, visto che ormai stiamo parlando di preistoria.

Con l’avvento di windows il programma che più prese campo, fu il Metastock

A dire il vero, la prima versione di questo programma risale al 1986 e la sua diffusione in campo internazionale avvenne solo dopo il 1992, grazie alle numerose richieste. Esso, attraverso Signal Broadcasting permetteva addirittura la ricezione delle quotazioni in tempo reale. Fu solo nel 1995 che Metastock elaborò per Microsoft la versione 5, aggiungendo il supporto per il collegamento Reuters, che ne divenne il principoale azionista.

Ad oggi la versione di Metastock è arrivata alla numero 11, mentre il suo principale antagonista è da sempre stato Tradestation, la cui prima versione risale al 1989.

Il mondo di Internet ha successivamente rivoluzionato i mezzi per poter accedere all’applicazione dell’analisi tecnica, con molti programmi interattivi che possono essere anche utilizzati gratuitamente online.

Basta cliccare su un motore di ricerca “programmi di analisi tecnica” che vi si apre un mondo.

Sono milioni, ormai, le persone che hanno approdato ai mercati finanziari e che parallelamente si avvalgono di programmi di analisi interattivi.

Pochi, invece, quelli che hanno capito il significato dell’analisi tecnica, in quanto la loro conoscenza non è passata attraverso un apprendimento genuino delle basi, ma solo dall’avidità nel ricercare uno strumento infallibile per poter decidere sui propri investimenti, con risultati a dir poco fallimentari.
La statistica dice che solo una percentuale compresa tra il 5 e il 10 percento dei trader riesce a portare a casa risultati in linea con la media dei mercati, mentre oltre il 70 finisce per azzerare il valore dei propri investimenti.


Andrea Facchini

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