Dalla carta millimetrata ai programmi online in realtime
La prima volta che sono entrato in contatto con l’analisi
tecnica, credo sia stata alla scuola media inferiore, anche se non ne ero
consapevole.
Ricordate anche voi qualcosa di simile? La famosa asse
cartesiana nella quale veniva indicato il risultato della X e della Y derivante
dall’espressioni matematiche, che così tanto ci dannavano l’esistenza.
Con il passare degli anni, sempre inconsapevolmente,
ritrovai questa benedetta materia alle scuole superiori:
In questo caso veniva
semplicemente calcolato il punto di equilibrio (prezzo) derivante dall’incrocio
tra domanda e offerta.
Questo per dire che il riportare
determinati risultati sull’asse cartesiana è sempre stato nell’era moderna uno
dei metodi più utilizzati dall’uomo, al fine di rendere maggiormente
comprensibile il comportamento delle variabili in esame.
Ma il mio primo vero contatto
consapevole con l’analisi tecnica fu nel 1988, ossia pochi mesi dopo che
iniziai a lavorare presso una società di investimenti, anche se a quei tempi le
Sim non erano ancora contemplate.
Dopo aver visto per qualche mese
la telescrivente che sputava fuori i prezzi di chiusura di Fiat, Generali e
Montedison, derivanti dall’incrocio tra compratori e venditori presenti nelle
“corbeilles”, con tanto di crollo del 19 ottobre 1987 a Wall Street, decisi di
adentrarmi nella lettura dei grafici, ben supportato dal mio datore di lavoro, un
vero maestro, in materia di tecniche di analisi, visto che dalla Germania era
in contatto con i più seguiti analisti dell’epoca.
A quei tempi, in Italia, la
materia in questione era praticamente sconosciuta alla maggioranza degli
addetti ai lavori, mentre quei pochi che vi si applicavano non potevano certo
fare affidamento su quello che oggi è a nostra disposizione.
L’unico strumento che avevo a
disposizione era quello di un quadernino, nel quale trascrivevo le chiusure del
famoso indice Comit, calcolando giornalmente un numeratore, attraverso il quale
estrapolavo le medie mobili che mi interessavano.
Di seguito i risultati del mio
quadernino e l’indice stesso li riportavo su carta millimetrata.
Un bel lavoro non credete? Un
vero e proprio rompicapo, se tutto ciò non fosse stato alimentato dalla
passione e dalla voglia di riscontrare sul campo le teorie dei principali
maestri dell’analisi tecnica.
Del resto i primi programmi
computerizzati di analisi tecnica sbarcarono tra il 1989 e il 1990, quando
l’informatizzazione iniziò a prendere il sopravvento su tutto il resto,
cosicché il mio grafico del Comit su carta millimetrata rimase un quadro di
arredamento, che tutt’oggi rimpiango di non aver conservato.
Alla carta millimetrata sono
molto riconoscente.
Forse la mia comprensione e
sicuramente anche l’approccio, sarebbero stati ben diversi se in quel momento
avessi potuto disporre delle tecnologie avanzate che troviamo oggi. La mia
dedizione, forse, più che nella comprensione del significato dell’analisi
tecnica si sarebbe accentrata nella ricerca di un sistema vincente o isola
felice, con il risultato inevitabile di abbandonare la materia stessa, visto
che questo è il destino riservato a coloro che hanno una sbagliata visione dei
metodi quantitativi.
Tuttavia, una delle virtù che
l’uomo deve avere è la capacità nel sapersi adeguare ai cambiamenti delle
situazioni. E per chi studia analisi tecnica, questo è l’elemento principale.
Il mio primo programma di analisi
tecnica che utilizzai fu rigorosamente tedesco, vista la provenienza del mio
datore di lavoro.
Il programma lavorava in Dos
tanto per darvi un’idea dei tempi, mentre il nome a dire il vero non me lo
ricordo più, ma il lettore sicuramente me lo perdonerà, visto che ormai stiamo
parlando di preistoria.
Con l’avvento di windows il
programma che più prese campo, fu il Metastock
A dire il vero, la prima versione
di questo programma risale al 1986 e la sua diffusione in campo internazionale
avvenne solo dopo il 1992, grazie alle numerose richieste. Esso, attraverso
Signal Broadcasting permetteva addirittura la ricezione delle quotazioni in
tempo reale. Fu solo nel 1995 che Metastock elaborò per Microsoft la versione
5, aggiungendo il supporto per il collegamento Reuters, che ne divenne il
principoale azionista.
Ad oggi la versione di Metastock
è arrivata alla numero 11, mentre il suo principale antagonista è da sempre
stato Tradestation, la cui prima versione risale al 1989.
Il mondo di Internet ha
successivamente rivoluzionato i mezzi per poter accedere all’applicazione
dell’analisi tecnica, con molti programmi interattivi che possono essere anche
utilizzati gratuitamente online.
Basta cliccare su un motore di
ricerca “programmi di analisi tecnica” che vi si apre un mondo.
Sono milioni, ormai, le persone
che hanno approdato ai mercati finanziari e che parallelamente si avvalgono di
programmi di analisi interattivi.
Pochi, invece, quelli che hanno
capito il significato dell’analisi tecnica, in quanto la loro conoscenza non è
passata attraverso un apprendimento genuino delle basi, ma solo dall’avidità
nel ricercare uno strumento infallibile per poter decidere sui propri
investimenti, con risultati a dir poco fallimentari.
La statistica dice che solo una
percentuale compresa tra il 5 e il 10 percento dei trader riesce a portare a
casa risultati in linea con la media dei mercati, mentre oltre il 70 finisce
per azzerare il valore dei propri investimenti.
Andrea Facchini




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