Calcolo estensione delle onde di Elliott
Come abbiamo visto in precedenza
la teoria del caos, permette, attraverso un movimento iniziale, di estrapolare
i passi successivi provocati dallo stesso. Tuttavia, secondo i teorici, errori
infinitesimali nel calco del movimento iniziale, anche nella teoria del caos,
possono portare ad un risultato finale completamente distante da quello reale.
Tali errori, infatti, andranno crescendo nel corso della sequenza dei movimenti
intermedi.
Questo a mio parere, sarebbe più
che sufficiente per capire che la teoria di Elliott ha una maggiore efficacia
sui movimenti primari rispetto a quelli minori.
Molti teorici spesso, pretendono
da questa teoria l’impossibile, con il risultato di rimanerne delusi. Cercano
infatti di estrapolare dai micro movimenti, magari attraverso carte orarie, le
basi necessarie per indicare a priori, scenari di lungo, con una probabilità di
successo inferiore allo 0,1%. Un piccolo errore, infatti, provoca nel lungo un
grande errore finendo per dare un risultato completamente imprevisto.
Individuare un ciclo non è cosa
semplice. Spesso si arriva a determinarlo quando, dopo la formazione dell’onda
2, il prezzo di un titolo supera il massimo (minimo in caso di ciclo
ribassista) rappresentato dall’onda 1, dando modo di eseguire alcune
proiezioni.
Il ciclo impulsivo
In primo luogo, una volta
individuata, calcoremo l’estensione della prima onda:
Per fare un esempio pratico guarderemo
l’indice FTSEMIB all’inizio del ciclo ribassista iniziato nel 2007.
In questo caso già nel mese di novembre
inoltrato era possibile fare una proiezione degli obiettivi di un probabile
ciclo ribassista. La base di calcolo ovviamente era data da:
onda 1 pari ad un’ampiezza di 6796 punti.
Tale proiezione viene calcolata
nel seguente modo:
Onda 1 * 1,618 = ampiezza movimento terza onda da
sottrarre all’onda 2.
Onda 1 * 2,618 (2,618 è il
risultato di 1,618*1,618) = ampiezza
totale movimento terza, quarta (contraria) e quinta onda da sottrarre
all’onda 2.
Tuttavia gli obiettivi non
necessariamente potrebbero fermarsi a questi due calcoli.
Nel caso del movimento ribassista
della borsa italiana infatti abbiamo visto un obiettivo impressionante, pari
ad:
ampiezza onda 1 * 2,618*1,618 da
sottrarre a onda 2
Estensione onda 1 pari a 6796
punti * 2,618*1,618 = 28787. Questa
cifra sottratta al punto di onda 2 pari a 41219 dava un obiettivo di 12431.
Sarà stata pura coincidenza ma
l’obiettivo della borsa italiana nel marzo del 2009 è stato di 12332, come
potrete riscontrare nel grafico precedentemente indicato.
Finito il ciclo impulsivo inizia quello
di correzione
Come descritto in precedenza il
ciclo di correzione segue al movimento impulsivo. Esso è comprensivo di tre
onde di cui due contrarie al ciclo primario e una nella direzione medesima.
Una volta individuata la prima
onda di correzione (A) possiamo estrapolare gli obiettivi successivi per il
calcolo dell’obiettivo di onda C.
Estensione Onda C = ampiezza onda
A * 0,618 (oppure 1 o 1,618)
Una volta calcolata l’estensione
(in caso di ciclo primario ribassista, come è il caso precedentemente
descritto) sommerò la stessa dal punto B (più frequente) oppure A.
Anche in questo caso mi servirò
del movimento successivo al grafico descritto precedentemente, al fine di
rendere più pratico e leggibile il metodo di calcolo.
Teniamo presente che
l’applicazione di Elliott, come tutte le analisi quantitative e in particolar
modo quelle legate alla teoria del caos, possono presentare dei margini di
errore approssimativi, che non vanno tuttavia ad inficiarne i contenuti
principali.
Credo sia ben più importante
sapere in che fase del ciclo ci troviamo, piuttosto che pretendere che tale
teoria possa partorire obiettivi certi e irremovibili, sul quale giocarsi la
casa. Non credete?
Dalla consapevolezza del ciclo,
infatti, dipenderà l’orizzonte temporale delle mie scelte e la pianificazione
dei miei investimenti.
Se sono consapevole di trovarmi
nella fase correttiva di un ciclo impulsivo ribassista, il mio atteggiamento
sarà quello di prepararmi al peggio abbassando il più possibile il rischio.
Al contrario se credo di trovarmi all’inizio di un ciclo impulsivo
rialzista, la mia pianificazione finanziaria vedrà un aumento del rischio al
fine di coglierne i risultati nel lungo periodo.
Questo grafico rappresenta il
movimento successivo al ciclo impulsivo descritto nel grafico precedente.
Stabilire in quale fase del ciclo ci troviamo è la cosa più importante.
Infatti guardate un pò cosa è successo dopo:
Il ciclo impulsivo ha ripreso con
grande determinazione, fino a sfiorare i minimi della fase precedente. In
questo caso gli obiettivi sembrano essere rispettati in modo quasi maniacale.