INDICATORI
DI TENDENZA
MEDIE
MOBILI : una media mobile non è altro che
una media di un numero N di valori. Possiamo ad esempio prendere in esame gli
ultimi 200 gg di un titolo e ricavarne la media. Il valore espresso pertanto ci
dirà quale sia un livello importante, che se violato nella direzione opposta a
quella attuale, determinerà un cambiamento di direzione del mercato in ottica
di lungo periodo. Oltre a fornire dei segnali operativi rilevanti, le medie
mobili servono soprattutto ad inquadrare meglio la tendenza in essere. Come
possiamo osservare dal grafico la media mobile è un rafforzativo della
trendline discendente. Pertanto una sua violazione rivestirà maggiore
significato, rispetto ad una rottura sporadica. Generalmente ci si avvale
almeno di 3 medie mobili, per individuare le tendenze primarie, secondarie
e di breve periodo. A dire il vero
quest’ultima viene presa poco in considerazione, al fine di seguire strategie
mirate ad un investimento più statico.
Le medie che hanno un’osservazione temporale più breve,
oltre che ad individuare le tendenze secondarie, possono rappresentare un
rafforzativo anche sul lungo periodo. La rottura dei prezzi di un titolo, della
rispettiva media a 200 ad esempio, non rappresenta necessariamente
un’inversione di tendenza. Un cambiamento strutturale del movimento di lungo,
infatti, si avrà solo nel momento in cui le medie di breve e medio periodo
avranno violato nella direzione opposta la media primaria. In questo caso ci
troviamo difronte al famoso incrocio di medie mobili.
Personalmente utilizzo tre medie, al fine di individuare la
tendenza primaria e secondaria. Quest’ultime, vorrei ricordare, possono durare
anche qualche mese, ragione per la quale non è consigliabile trascurarle. Le
medie mobili possono essere anche ponderate/esponenziali.
In questo caso i valori più recenti avranno un peso maggiore rispetto a quelli
più remoti. Tali medie possono servire al fine di identificare più
tempestivamente il cambiamento di tendenza. Personalmente le ritengo poco
utili.
ADX: Questo indicatore (
Average Directional Index) è stato inventato da J. Welles Wilder, con lo scopo
di valutare la definizione del trend, sia al rialzo o al ribasso. L’ADX è un
oscillatore che varia da 0 a 100, ma valori sopra 60 sono rari, un valore sotto
20 indica un trend debole, invece valori sopra 40 indicano un trend forte.
Questo indicatore, non viene utilizzato per indicare se il trend è al ribasso o
al rialzo, ma semplicemente per misurare la sua entità dinamica. Un uso molto
importante di questo indicatore consiste nell’identificare il mercato in
trading range o in trend, un Adx inferiore a 20 indica un mercato in trading
range, invece un ADX che passa da un valore inferiore a 20 ad uno superiore
indica che si sta sviluppando un movimento definito in quel determinato
mercato, che sia un indice, o una azione o un cross di valute.
Generalmente si fanno queste distinzioni, anche se sono da
valutare da mercato a mercato, e anche da adattare con piccole modifiche,
precisamente: un ADX compreso tra 10 e 15 si può definire il mercato come flat,
con valori tra 16 e 25 lo si può definire come in trading range, mentre con
valori tra 26 e 40 si può definire il mercato come in trend. Infine, valori
maggiori di 41 identificano una situazione di ipertrend.
DIRECTIONAL
MOVEMENT INDEX (DMI): L’adx è derivato da due indicatori:
Positive Directional Indicator (+DI) e Negative Directional Indicator (-DI).
+DI misura la forza del movimento al rialzo, invece -DI misura la forza del
movimento al ribasso su un dato periodo, generalmente viene utilizzato un
periodo di 14 barre, ma può essere modificato e adattato secondo le esigenze
del mercato. I segnali di vendita o acquisto sono generati dagli incroci degli
indicatori +DI e -DI, precisamente quando +DI si porta sopra –DI, e viceversa
quando -DI si porta sotto +DI. C’è da dire che questo sistema quando il mercato
è in trading range può produrre molti falsi segnali. Generalmente i segnali più
attendibili avvengono quando l’Adx ha un valore superiore a 16, mentre in caso contrario
sarà meglio tralasciare evitando un’alta probabilità di delusione.
PARABOLIC
SAR: questo indicatore è simile ad una
media mobile, ma è calcolato diversamente. Esso tiene conto della tendenza
definendo i punti dinamici di un supporto, in base alla velocità del movimento.
Nel momento in cui i prezzi violeranno la linea parabolica, tale indicatore
smetterà di segnalare il supporto, indicando la resistenza. Spesso questo
indicatore viene utilizzato in caso di strategia stop and reverse. La validità di
questo indicatore è discutibile, in quanto se da un lato può servire per
cavalcare tendenze ben definite e prive di movimenti contrari significativi, è
poco utile nel riconoscere fasi di consolidamento nelle quali una strategia
stop and reverse può essere deleteria. Come possiamo vedere dal grafico
successivo sono innumerevoli i segnali provocati da tale indicatore. Molto
spesso una tendenza di stop and reverse, rischia di avere poco successo anche
in situazioni di trend ben definito. Personalmente questo indicatore lo ritengo
poco utile, in quanto può essere semplicemente sostituito da una media mobile
ben ottimizzata.



